Oggi vi parleremo di un motore risalente a tanti anni fa, la cui storia è davvero particolare. Andiamo a scoprire di quale propulsore si tratta.
Il motore è il cuore di una vettura, che sia essa una semplice utilitaria o una supercar capace di sfoderare centinaia e centinaia di cavalli. Ebbene, oggi faremo un salto indietro nel tempo e prenderemo spunto da quanto riportato dal sito web “Autoevolution.com” per parlarvi di un propulsore la cui storia è avvolta nel mistero, ma che è per questo molto affasciante. Stiamo parlando del motore V8 chiamato 427 di casa Chevrolet, uno degli otto cilindri più famosi in assoluto.
I V8 avevano un legame stretto con il mondo delle corse, soprattutto negli anni Sessanta, in cui il motorsport veniva preso come punto di riferimento per pubblicizzare le proprie auto. Tra i più performanti c’era il V8 ad alte prestazioni, noto come 426 HEMI, che dopo aver debuttato in pista si è trasformato in un motore montato su modelli di produzione del marchio statunitense. Era il 1961 quando i tecnici della Chevrolet iniziarono il suo sviluppo, con l’obiettivo di trovare una grande quantità di potenza. E c’è da dire che il risultato fu davvero notevole, come andremo a scoprire in seguito.
Chevrolet, la leggendaria storia del motore V8 427
L’architettura era a blocchi grandi Mark I, serie W, ed aveva un design tutto sommato classico, con la testata “a cuneo”. La versione più potente riuscì a sviluppare la bellezza di oltre 600 cavalli, ed era un 6,9 litri ad aver raggiunto tale primato. Il motore misterioso Mark IIS fu detto anche Myster Motor, con l’obiettivo di diventare un V8 a grande blocco e ad alta potenza, che sarebbe dovuto essere anche molto compatto. Il target, infatti, era quello di riuscire ad inserirlo in una Corvette da competizione, sfruttando dunque il marchio più sportivo di casa Chevrolet per far vedere al mondo che razza di motore era stato prodotto.

Il motore sperimentale fu prodotto attorno ad un blocco derivato dalla serie di motori Mark I/W, con ponti cilindrici convenzionali a 90° invece delle varianti tipicamente utilizzati sui motori della serie W. Il design era innovativo per quanto concerne la valvola a alto, che portò all’ottenimento di fluissi d’aria simile ai precedenti HEMI, con camere di combustione a cuneo chiuse in teste di cilindro compatte. Secondo quanto raccontato dalla leggenda, nei primi test questo motore toccò i 620 cavalli di potenza massima, per poi abbassarsi a 550 cavalli nei modelli di serie. In ogni caso, non erano numeri da poco per questo gioiello.